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GreenItaly2021: il nostro impegno per un’economia a misura d’uomo

Il 20 ottobre è stata presentata la dodicesima edizione del rapporto GreenItaly “Un’economia a misura d’uomo per il futuro dell’Europa”, realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne e con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica.
L’obiettivo dello studio? Fare il punto con dati e storie sulla situazione attuale della green economy in Italia e sui suoi punti di forza.
Come afferma il Manifesto di Assisi, sottoscritto nel 2020 da oltre duemila tra rappresentanti di istituzioni, economia, politica, cultura e religione: “affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario, ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”.

 

I numeri della sostenibilità in Italia

La sostenibilità, divenuta nella realtà presente una componente fondamentale delle strategie industriali di tutti i settori dell’economia italiana, si rivela non solo una scelta necessaria per la salvaguardia del pianeta, ma anche un elemento chiave per ridurre i profili di rischio per le imprese e per l’intera società, stimolare l’innovazione e l’imprenditorialità e rendere più competitive le filiere produttive.
Sono oltre 441mila le aziende del nostro Paese che nel quinquennio 2016-2020 hanno deciso di investire in tecnologie e prodotti green; e sono proprio queste imprese, che hanno puntato su sostenibilità, innovazione e bellezza, ad avere guadagnato un maggior dinamismo sui mercati esteri, a innovare di più e a produrre un numero elevato di posti di lavoro.

 

 

Pandemia e green economy

La pandemia non ha fermato gli investimenti green ma, come ha sottolineato Andrea Prete, Presidente di Unioncamere: “Per dare ulteriore impulso alla transizione ecologica occorre intervenire: sulla carenza di competenze attraverso percorsi di formazione adeguati; sulla diffusione di una cultura d’impresa più sostenibile; sull’accesso al credito bancario per facilitare il reperimento di risorse destinate investimenti ambientali; sulle norme e sulla fiscalità, semplificando le procedure amministrative oltre a incentivi e agevolazioni; sulla creazione di mercati per la sostenibilità; sull’affiancamento da parte delle istituzioni alle imprese, sia nelle problematiche di carattere tecnico e tecnologico, sia di assistenza all’accesso a risorse e servizi”.

 

Rapporto GreenItaly 2021: Gava Imballaggi

Tra le oltre 200 storie ed esperienze raccontate nel rapporto GreenItaly 2021 c’è anche quella di Gava Imballaggi.
Già dal 2008 la nostra azienda ha intrapreso un percorso per diventare più sostenibile, impegnandosi per ottenere certificazioni aziendali e di prodotto che attestano la provenienza del legno utilizzato durante il processo produttivo e le buone pratiche messe in atto all’interno degli stabilimenti. Ad oggi Gava Imballaggi utilizza materiale certificato per oltre l’86% della sua produzione ed è in grado di risparmiare il 28% di KWH di energia per ogni metro cubo di legno lavorato.
Sempre guidata da questa filosofia, l’azienda ha creato il marchio e il prodotto EcoPallet® , che utilizza esclusivamente materie prime certificate PEFC, adottando un approccio basato sull’ecodesign che riduce i volumi e i pesi, e impiegando per la produzione solo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

 

 

EcoPallet® e il progetto di compensazione

In collaborazione con Spinlife, poi, abbiamo condotto uno studio per quantificare le prestazioni ambientali della linea produttiva EcoPallet®, prestando particolare attenzione a Carbon Footprint e Water Scarcity Footprint, ovvero alle emissioni di gas serra e all’impronta idrica collegate al ciclo di vita del prodotto. EcoPallet® aderisce al programma per la valutazione dell’Impronta Ambientale del Ministero dell’Ambiente al fine di quantificare gli impatti generati dalla propria attività, giungendo così alla decisione di compensare le emissioni di CO2 eq per tutta la linea EcoPallet® . Per il biennio 2017-2018 la compensazione è stata messa in atto attraverso due progetti, uno in Italia e uno in Urugauy.
In una zona di 10 ettari nell’Oltrepo Pavese è stato realizzato un nuovo piano di gestione sostenibile delle aree boschive, con l’incremento del numero di piante e la riduzione di tagli e prelievi; in Uruguay è stato attuato un piano di riforestazione su un’area di 21.291 ettari, precedentemente disbosccata e degradata per il pascolo bovino.

 

“Un’Italia che fa Italia, che tiene insieme ambiente, territorio e comunità, e contribuisce alla ripresa del Paese, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno”.

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