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Achillea Millefoglie

Se io dovessi scegliere tra solo 10 piante diverse da usare per la cura, l'Achillea sarebbe sicuramente tra i primi posti, forse addirittura al primo. Esistono, almeno nella nostra flora europea, poche creature vegetali così efficaci e capaci di alleviare un grande numero di malattie e disagi, ma anche da utilizzare prima dell'instaurarsi della situazione patologica e di essere di grande aiuto preventivo nel mantenere lo stato di salute. Se non fossimo così pigri e distratti dalla vorticosa vita moderna (compreso il sottoscritto, non mi chiamo fuori, ma qualche volta ci provo...), ci informeremmo di più su questo miracolo della Natura, studieremmo le potenzialità dell'Achillea e ne faremmo uso frequentemente. Ha alcune caratteristiche importanti che vale la pena di considerare. Prima di tutto è una pianta comunissima, che è possibile trovare facilmente e dappertutto: è diffusa dalla pianura fino a oltre 2000 metri di quota. Inoltre è facilmente riconoscibile, con le sue foglie fittamente segmentate, i capolini bianchi e un inconfondibile odore, ma anche il gusto amaro, una volta provato non si dimenticherà più. Ha anche un’altra caratteristica confortante: non contiene sostanze critiche da saper dosare con attenzione, quindi la si può usare con una certa tranquillità.

Achillea in fiore

Forse l'Achillea è stata una delle prime piante usate dal genere umano per curarsi, infatti è stata ritrovata in uno scavo archeologico in Iran in un insediamento dei nostri cugini Neanderthal di oltre 60.000 anni fa. Il famoso Galeno, medico ed erborista dell'antichità, nel suo fondamentale testo “De simplicium medicamentorum facultatis”, usato per secoli dai medici, cita l'Achillea come pianta importante per curare.

L'Achillea era molto utilizzata nel passato per curare le ferite di tutti i tipi e per questo era nota come “erba dei falegnami”, “erba dei boscaioli”, “pianta dei militari” cioè di categorie che, soprattutto un tempo, avevano ben poche possibilità di procurarsi in emergenza un medicamento che fosse allo stesso tempo un forte disinfettante, emostatico (cioè in grado di fermare le emorragie) e cicatrizzante. Il suo stesso nome deriva dalla leggenda: il mitico Achille che, su consiglio di Venere (ma in qualche altra versione il consiglio sarebbe stato dato dal centauro Chirone, maestro di Achille), imparò con questa pianta a guarire le ferite subite in battaglia.

E a proposito della dea che diede il consiglio ad Achille, l'Achillea è chiamata anche “erba delle donne” o, appunto, "di Venere", in quanto è in grado di regolarizzare il ciclo mestruale e di alleviarne i dolori sia quelli dell'età fertile che quelli della menopausa, da cui anche l'appellativo di “erba del marchese".

cura naturale con achillea

Nel fare l'elenco di tutte le doti possedute dall'Achillea, sembra impossibile che un'unica pianta, anche molto comune e facile da trovare, possa essere tanto efficace e polivalente. Infatti depura sangue e fegato, è un regolatore ormonale ed ha una notevole azione antisettica, cioè è un potente disinfettante, ecco perché è così efficace sulle ferite, ma ne viene raccomandato l'uso anche come coadiuvante nella cura dell'ulcera, proprio per la sua azione antibatterica, visto che la causa principale di questa patologia è l'Helycobacter.

Ha azione spasmodica e rilassante, è calmante del cuore ed agisce anche sul sistema nervoso. Quante preziose occasioni di cura in un'unica pianta! È interessante notare che la medicina ufficiale propone dei farmaci chimici di sintesi che di solito hanno un'azione specifica, mentre le piante posseggono al loro interno centinaia di sostanze diverse, che agiscono simultaneamente, costituendo il cosiddetto fitocomplesso e l'Achillea ne è un esempio più che evidente. Infatti quale medicina chimica è in grado di agire simultaneamente su fegato, cuore, apparato digerente, sistema nervoso, sistema ormonale, apparato urinario, emorragie, mestruazioni e altro ancora? Non sto affermando che la medicina ufficiale sia inefficace, tutt'altro poiché ha salvato e salverà innumerevoli vite, ma che la medicina naturale con uso delle piante e medicina chimica di sintesi dovrebbero convivere e integrarsi, per il bene dell'Umanità.

Achillea in fiore

L'Achillea si trova facilmente in natura e non vi è alcun pericolo di farla sparire per eccesso di raccolta, come era accaduto, per esempio, per un'altra pianta alpina molto famosa e nel passato molto raccolta, fin quasi alla totale sparizione, la Genziana lutea, quella le cui radici si mettono nella grappa per usarla come digestivo, ma di altri esempi ce ne sono molti, per cui ne è stata vietata la raccolta. Per quel che riguarda l'Achillea basta avere alcune accortezze: prima di tutto non sradicare la pianta ma tagliarne una porzione di fusto con le foglie frastagliate e le sommità fiorite, poi di raccoglierla in luoghi non contaminati, come sui bordi delle strade, anche se là, essendo una pianta rustica e con poche esigenze, è molto diffusa, o su terreni inquinati. Ha un lungo periodo di fioritura, da maggio-giugno a settembre e gli steli con foglie e fiori possono essere riuniti a mazzetti e appesi in un luogo ombroso e asciutto, ad esempio in soffitta, per poi poter essere usati anche in inverno, sia come preventivo che in caso di influenza e altri mali stagionali.

Nella medicina e magia popolare del passato l'Achillea era molto usata per preparare sacchettini magici utili per proteggersi dalle energie negative e la si bruciava per purificare con il suo fumo sia le case che le persone, credendo fermamente che avesse la capacità di annullare gli influssi malefici. I fusti venivano usati per le divinazioni e, così sembra, per prevedere l'arrivo di temporali con tempesta e grandine. Così i vecchi contadini e montanari sapevano che dovevano tenersi pronti ad accendere la candela della Candelora, che non mancava mai nelle famiglie e che veniva benedetta il 2 febbraio, festa della Madonna detta della “Candelora” o della “Siriola”.

Articolo a cura di Toio de Savorgnani

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