Dicembre: RONFINO

 

Siete curiosi di sapere chi è Ronfino? È un animale pigrissimo che abita la magica foresta del Cansiglio!

 

Ronfino è un ghiro (nome scientifico Glis Glis), un roditore della famiglia Gliridae, unica specie del genere Glis.
Questo animale, esteticamente a metà tra un topo e uno scoiattolo, è diffuso in gran parte dell’Asia e in Europa: il suo areale, infatti, va dal Nord della Spagna fino all’Ucraina e all’Iran.
L’habitat di Ronfino è molto vario e va dal livello del mare fino a circa 1500 metri di quota; predilige i boschi misti o di latifoglie, ma si adatta facilmente anche agli spazi abitati dall’uomo ed è possibile trovarlo in parchi, giardini, case di campagna e vecchi alberi, ricchi di numerose e comode cavità in cui rintanarsi.
Il suo corpo affusolato è lungo circa 30 cm, di cui 13 cm di coda, e il suo peso si aggira attorno ai 100 grammi.
Nonostante, come abbiamo visto, il suo aspetto possa sembrare molto simile a quello dello scoiattolo, il ghiro è più piccolo e ha una coda grande e pelosa che tiene sempre lunga e distesa in posizione orizzontale. 
Sulla parte laterale del muso sono presenti dei baffi, detti tecnicamente vibrisse; questi peli lunghi e rigidi sono degli organi tattili fondamentali per muoversi agilmente anche nel buio e rilevare la dislocazione degli oggetti e l’eventuale presenza di altri esseri viventi nelle vicinanze. Gli occhi di Ronfino sono grandi e scuri e le orecchie piccole e tondeggianti. Il colore della folta pelliccia, grigio-castana lungo tutto il dorso e bianca sul ventre, gli permette di mimetizzarsi perfettamente con il tronco degli alberi e con la natura che lo circonda. 

 

Nonostante venga definito un vero e proprio dormiglione, in realtà il ghiro non dorme più dei suoi simili; essendo però un mammifero notturno, esce dal suo rifugio solo dopo il tramonto del sole. Infatti, durante la notte è vispo e molto attivo, ma alle prime luci dell’alba rientra nella sua tana, dove rimane nascosto per tutto il giorno.
La sua dieta prevalentemente vegetale varia mese dopo mese a seconda del cibo che riesce a procacciare nelle diverse stagioni. Ronfino si nutre principalmente di ghiande e nocciole, ma anche di castagne, frutti di bosco, bacche e, talvolta, mangia anche insetti o invertebrati di piccole dimensioni.
Dopo aver accumulato riserve di grasso e provviste, va in letargo per ben 5-6 mesi, i più freddi dell’anno, e si sveglia periodicamente per fare dei veloci spuntini. Il ghiro dorme tutto raggomitolato su di sè, in modo tale da mantenere costante la temperatura corporea e ridurre al minimo le attività del metabolismo.

 

A primavera, quando si risveglia dal lungo letargo invernale, si riproduce e, dopo una breve gravidanza di appena un mese, le femmine partoriscono nella stagione estiva dai 2 agli 8 cuccioli. La tana in cui mamma ghiro accudisce i suoi figli viene costruita sulla cima degli alberi, un posto sicuro e difficilmente raggiungibile dai predatori, diverso da quello che utilizza nel periodo del letargo, che solitamente è localizzato più in basso e vicino al terreno.
I piccoli di ghiro, che raggiungono la maturità sessuale intorno ai 10 mesi di vita, vengono svezzati e aprono per la prima volta gli occhi dopo tre settimane dalla nascita, quando iniziano ad esplorare il mondo esterno e smettono di nutrirsi del latte della madre.
Questo mammifero dall’aria alquanto sonnacchiosa è molto longevo e può arrivare a vivere fino a 6 anni. Chi attenta alla sua incolumità? Predatori come gufi, allocchi, civette, volpi e faine.
Anche se piccolo, è molto rumoroso ed emette continuamente squittii sia quando dorme che quando è sveglio e intento a svolgere le sue attività.
Se si trova in pericolo, Ronfino perde parte della coda per non farsi afferrare dai suoi nemici: la sua coda, infatti, presenta un punto di pre-frattura in cui si stacca con facilità, dando così la possibilità al ghiro di mettersi in salvo e sfuggire dai suoi predatori. Tale fenomeno, detto “autotomia”, è una strategia di difesa che presentano diversi animali; a differenza però della lucertola, la coda spezzata dei gliridi non si riforma, ma rimane più corta.

 

I ghiri hanno origini preistoriche e rappresentano gli esemplari più antichi esistenti sulla terra della classe dei roditori: i primi fossili di questo esemplare risalgono al tardo Paleocene e agli inzi dell’Eocene, all’incirca 33-56 milioni di anni fa.
Esistono quasi una trentina di specie di ghiri al mondo, ognuna delle quali presenta particolari caratteristiche distintive.
Dal 2006 Ronfino è stato riconosciuto in Italia come specie protetta, ma per diversi secoli è stato cacciato per i danni che arrecava a frutteti e vigneti e perché rinomato per la sua carne tenerissima, che veniva consumata frequentemente già ai tempi degli antichi Romani. 

 

 

Abbiamo trascorso insieme un anno intero alla scoperta della magica Foresta del Consiglio e con la puntata di oggi siamo arrivati all’ultimo appuntamento di questo 2021!
La nostra guida d’eccezione ci fa conoscere l’animale protagonista di dicembre, un vero dormiglione che va in letargo per ben 5-6 mesi all’anno.
Sono tante le sorprese che vi attendono: Toio ci accompagna e ci fa entrare all’interno di una casa cimbra rimasta esattamente com’era 70 anni fa, un vero viaggio nel tempo e nella storia.
Andrea Gava, ospite d’eccezione di questa puntata, ci racconta com’è nato il progetto e ringrazia Toio per il suo contributo perché è stato capace di trasmetterci una cosa importantissima che è il principio dell’amore. L’amore che si traduce poi in amore verso la natura, verso gli animali, verso le piante e verso il prossimo. L’amore sta sopra di tutto ed è con questo sentimento che noi dobbiamo affrontare la nostra vita.

 

 

 

Riprese e foto: WABi; alcuni dei contenuti multimediali presenti nel video sono tratti dal web e i diritti sono dei relativi proprietari.
Montaggio: WABi.
Fonti:
www.ecoidee.it/ghiro-aspetto-alimentazione-curiosita-sullanimale-ama-dormire/
www.ideegreen.it/ghiro-animale-che-dorme-98974.html
www.mille-animali.com/animali/mammiferi/ghiro.php
velvetpets.it/2017/07/26/ghiro-scheda-dellanimale/

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