Novembre: DIANA

 

Siete curiosi di sapere chi è Diana? È un animale dolcissimo che abita la magica foresta del Cansiglio!

 

Diana è un capriolo (nome scientifico Capreolus capreolus), un ungulato della famiglia dei Cervidi e dell’ordine degli Artiodattili, parente stretto di cervi e daini.
Questo cervide veloce e grazioso, diffuso in gran parte dell’Europa continentale, in Gran Bretagna e in Medio Oriente, vive in pianura, sugli altipiani e in montagna fino a 2500 metri di quota se non c’è la neve. Predilige foreste aperte in cui il sottobosco sia fitto, boschi cedui di latifoglie, boschi misti di latifoglie e conifere, inframezzati da radure, campi e zone cespugliose in cui può facilmente nascondersi.
Il capriolo è il più piccolo cervide europeo e si distingue per il suo portamento elegante e il suo aspetto dolce e affascinante. L’altezza al garrese di Diana non supera mai i 77 cm, il suo peso va dai 10 ai 27 kg e il suo corpo non va oltre i 130 cm.
Il suo manto di colore marrone vira verso il fulvo in primavera, mentre in inverno si tinge di sfumature grigie; la coda è cortissima e non emerge quasi dal pelo. 
Il maschio adulto di capriolo è dotato di palchi corti con tre punte per lato, che si chiamano rispettivamente oculare, vertice e stocco. A differenza dei cervi, le corna si sviluppano in palchi di dimensioni più ridotte, caratteristica che probabilmente è da mettere in relazione con l’habitat particolare in cui vive questo animale, contraddistinto da cespugli e boschi folti.

 

 

 

 

A seconda del numero delle punte di cui è dotato il suo palco, un capriolo può essere definito palcuto, quando ha 3 punte per parte, forcuto, se ha due punte per parte, o fusone, nel caso in cui si tratti di un esemplare giovane con una sola punta per parte.
Ogni anno, da ottobre a dicembre, i palchi cadono e ricrescono alla fine dell’inverno.
La femmina di capriolo è priva di strutture ossee ramificate e differisce dal maschio anche per la forma diversa dello specchio anale, ovvero di quella macchia bianca che si trova sul suo posteriore: nelle femmine è a forma di cuore, mentre nei maschi assomiglia alla forma di un rene. Particolarmente agile e portata per la corsa e il salto, Diana è dotata di arti sviluppati appositamente a tale scopo, con zoccoli appiattiti e sottili e zampe posteriori più lunghe e robuste, che le permettono di muoversi con agilità in ambienti dove predominano fitte boscaglie e ricco sottobosco.

 

Potenziale preda di grandi carnivori come lupi, volpi, gufi e aquile reali, utilizza come armi difensive l’udito e l’olfatto. Il segnale acustico che emette più frequentemente è un verso simile all'abbaiare del cane, tecnicamente definito “scrocchio”, che emette in caso di allarme e per marcare il territorio.
L’attività del capriolo è strettamente sincronizzata con l’alba e il tramonto: inizia presto la sera, poco prima del crepuscolo, e si protrae maggiormente al mattino, dopo che il sole è sorto.
Animale ruminante, è un brucatore molto selettivo e si nutre di foglie, frutti, gemme, corteccia e radici, scegliendo esclusivamente le parti più tenere e giovani della pianta, più nutrienti e digeribili. Infatti, vista la sua mole ridotta, che gli impedisce di accumulare grosse scorte di grasso sotto la pelle, il capriolo ha bisogno di una pastura particolarmente ricca di sostanze nutritive.
Questo cervide timido e schivo ha un comportamento territoriale e vive secondo una gerarchia articolata che si modifica in base al variare delle stagioni: in inverno tende a raggrupparsi senza distinzione di sesso, mentre durante la primavera e l’estate gli animali sono più individualisti.
Il periodo degli amori va da luglio a metà agosto e la gestazione dura all’incirca nove mesi e mezzo: l’ovulo, una volta fecondato, si impianta nell’utero materno, ma rimane quiescente fino a dicembre, caratteristica che viene detta ovoimplantazione differita.

 

Tra maggio e giugno, le femmine partoriscono 1 o 2 cerbiatti dal mantello bruno, fittamente maculato, con tante piccole macchie bianche che scompaiono naturalmente dopo circa 2 mesi. Durante la giornata il piccolo non segue la madre, ma rimane nascosto nell’erba, comportamento questo che è all’origine di un’elevata mortalità dei cuccioli di capriolo.
Elegante e leggiadro, il capriolo è simbolo di vita, docilità, mansuetudine e velocità.
Nei miti aztechi, questo animale si lega alla nascita della prima donna, che veniva rappresentata come un capriolo a due teste.
Protagonista di numerosi miti, leggende, romanzi e cartoni animati, il capriolo è spesso raffigurato nelle sculture, nei mosaici e nei dipinti insieme a Diana, dea della caccia, signora delle selve e protettrice degli animali selvatici.

 

 

Il freddo, la neve e il gelo stanno pian piano tornando...il bosco si prepara per il lungo sonno invernale e le foglie degli alberi stanno cambiando colore e tingendo d'oro la magica foresta del Cansiglio.
La nostra guida speciale ci accompagna alla scoperta dell'animale protagonista del mese di novembre e ci invita a riflettere sull'importanza di imparare a guardare la natura con occhi nuovi e di convivere "con l'ambiente nell'ambiente".

 

 

 

Riprese e foto: WABi; alcuni dei contenuti multimediali presenti nel video sono tratti dal web e i diritti sono dei relativi proprietari.
Montaggio: WABi.
Fonti: 
www.guidedolomiti.com/fauna-animali/il-capriolo/
www.informazioneambiente.it/capriolo/
www.green.it/animali-di-montagna-come-vive-il-capriolo/
www.agraria.org/selvaggina/capriolo.htm
www.cacciainfiera.it/fauna/il-capriolo/

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